Trump ha annunciato una “guerra economica devastante” contro l’Iran, minacciando ripercussioni anche per i Paesi che “offriranno a Teheran un'ancora di salvezza”. Secondo Axios, le forze armate Usa hanno creato segretamente un corridoio di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz per il trasporto di milioni di barili di petrolio al giorno. Teheran, stando a una rivelazione del Financial Times, sta invece valutando la possibilità di attaccare obiettivi militari statunitensi in Europa qualora il presidente Donald Trump intensificasse il conflitto.
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Oman: “Per la sicurezza a Hormuz serve pace duratura, non escalation”
L'Oman ha affermato che una sicurezza duratura nello Stretto di Hormuz richiede una pace permanente nella regione e ha respinto qualsiasi ulteriore escalation o conflitto. Lo ha dichiarato il suo ministro degli Esteri al suo omologo giapponese, come riportato da Al-Jazeera. L'Iran ha affermato che un accordo con l'Oman su nuove rotte marittime attraverso lo stretto è in fase di finalizzazione.
Coloni mettono roulotte su una pista di atterraggio in Cisgiordania
Alcuni giorni fa giovani coloni estremisti hanno allestito un avamposto illegale su una pista di atterraggio militare utilizzata per l'evacuazione dei feriti e per le attività operative in Cisgiordania, rendendola inutilizzabile per diverse ore. Lo rivela il sito di notizie israeliano Ynet. Gli estremisti hanno portato delle roulotte sulla pista di atterraggio nei pressi del villaggio di Yatma, vicino a Tapuah Junction, nella Cisgiordania settentrionale.
Solitamente la pista di atterraggio viene utilizzata dall’Idf per evacuare i feriti in situazioni di emergenza. L'avamposto è stato sgomberato diverse ore dopo. L'esercito - riferisce Ynet - ha dichiarato di considerare con estrema severità il posizionamento di strutture mobili su infrastrutture militari: “Non è accettabile che le forze Idf siano costrette a intervenire per contrastare costruzioni abusive su un'infrastruttura operativa così critica, anziché consentirne l'utilizzo per lo scopo previsto”.
Egitto, in contatto con Iran per riapertura di Hormuz
L'Egitto è in contatto con l'Iran e altre parti regionali e internazionali nell'ambito degli sforzi per allentare le tensioni e ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz, e spinge per una ripresa dei negoziati.
Lo ha detto il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty a Al Arabiya. Il Cairo - ha aggiunto - sta inoltre collaborando con l'Oman alla stesura di una dichiarazione congiunta per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Abdelatty ha avvertito che "un'ulteriore escalation potrebbe avere gravi conseguenze per la sicurezza regionale e l'economia globale, soprattutto perché le interruzioni delle rotte marittime minacciano le catene di approvvigionamento e i mercati energetici".
Netanyahu: “Ingresso Forza internazionale a Gaza non approvato”
"Contrariamente a quanto riportato, il rango politico non ha approvato l'ingresso della Forza di stabilizzazione internazionale (Isf) nella Striscia di Gaza. Israele ha chiarito che non ci sarà alcuna ricostruzione nella Striscia prima del completo disarmo di Hamas''. Lo comunica il premier Benyamin Netanyahu in una nota. Il mese scorso, alla vigilia dell'incontro di Netanyahu con Trump a Washington, il governo aveva dato il via libera alla partecipazione di soldati ugandesi e marocchini nella Isf, che sono già stati sul luogo a perlustrare l'area.
L’Idf evacua avamposto illegale in Cisgiordania, scontri con i coloni
Durante la notte, l'Idf ha evacuato un avamposto illegale vicino al villaggio palestinese di Deir Istiya, in area B, a sud di Nablus in Cisgiordania e sono scoppiati scontri violenti con i coloni. Lo riporta la radio militare. Dopo l'evacuazione, alcuni dei coloni hanno eretto un blocco stradale con delle pietre nell'adiacente incrocio e hanno lanciato pietre contro veicoli palestinesi e delle forze dell'ordine, che hanno risposto con misure di dispersione della folla. Alcuni israeliani hanno tentato di incendiare degli alberi palestinesi. Quattro israeliani sono stati arrestati dalla polizia.
Pasdaran: “Gli Houthi sono troppo forti, Riad non potrà sconfiggerli”
"Il regime occupante di Gerusalemme combatte a Gaza da più di due anni e non è ancora riuscito a infliggere danni significativi ad Hamas. Come è possibile, quindi, che l'Arabia Saudita, le cui capacità militari sono inferiori a quelle del regime sionista, possa competere con Ansar Allah (gli Houthi, ndr) e i combattenti yemeniti? È impossibile". Lo ha affermato il generale di brigata Hossein Mohebi, portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, alla tv di Stato iraniana Irib.
Sardar Mohebbi ha sottolineato che ogni nazione si sforza di difendere la propria esistenza e i propri beni e si considera capace di farlo, aggiungendo: "In questo contesto, l'Arabia Saudita non sarà certamente in grado di contenere lo Yemen e Ansar Allah e rimanere al sicuro dai loro attacchi; come abbiamo visto negli ultimi giorni, più l'Arabia Saudita attacca, più viene colpita". Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie ha concluso affermando: "Le capacità acquisite da Ansar Allah nel corso degli anni aumentano di giorno in giorno e la resistenza yemenita prosegue con forza il suo cammino di progresso".
Pasdaran: “In caso di una nuova guerra le nostre armi saranno più distruttive”
"La potenza distruttiva delle testate utilizzate nei missili delle Guardie Rivoluzionarie supera di gran lunga i modelli impiegati nelle guerre precedenti e, se dovesse scoppiare una guerra, le nostre armi sarebbero completamente diverse da quelle del passato sotto ogni aspetto. Con lo scoppio di una nuova guerra, useremo armi più distruttive". Lo ha afferma il generale di brigata Hossein Mohebi, portavoce delle Guardie Rivoluzionarie. La notizia è riportata dalla tv di Stato iraniana Irib.
"Stiamo facendo progressi giorno dopo giorno nel campo di tutti gli armamenti e stiamo producendo armi più precise, più distruttive e tecnologicamente più avanzate - aggiunge - Se dovesse scoppiare una nuova guerra, le nostre armi sarebbero sicuramente diverse da quelle del passato; questa differenza potrebbe riflettersi nella generazione delle testate, nella precisione del colpo, nella gittata dei missili o in qualsiasi altro campo".
Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie ha dichiarato che la Repubblica Islamica dell'Iran non ha mai smesso di produrre e sviluppare armi, aggiungendo: "Facciamo progressi ogni giorno e qualsiasi possibilità in tal senso è concepibile".
Ben-Gvir mostra in un video il cantiere della forca per i palestinesi
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Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha diffuso un video in cui mostra il cantiere del patibolo sul quale, sostiene, saranno impiccati i terroristi palestinesi. Nel video, che sta circolando sui social, il ministro dell'ultradestra afferma inoltre che nella struttura ci saranno dei punti da cui si potrà assistere alle esecuzioni capitali "come negli Stati Uniti".
Ben-Gvir mostra il cantiere della forca: "Cabine per assistere alle impiccagioni dei palestinesi"
"Ecco la struttura, è qui che verranno giustiziati i terroristi - afferma Ben-Gvir di fronte a un cantiere - Ci sarà una forca per l'impiccagione, sale da cui le vittime dei crimini potranno venire ad assistere come si fa negli Usa. Stiamo mantenendo la promessa fatta, c'era chi la sottovalutava, c'era chi la prendeva in giro: questo posto ora sta iniziando a prendere forma, la struttura è in costruzione". |
Araghchi: “D-Day di Trump sarà un’altra politica fallimentare”
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"Il cosiddetto 'D-Day economico' è un diversivo per distogliere l'attenzione dalla crisi americana: un debito senza precedenti e tassi d'interesse alle stelle. |
Cnn, oltre 750 militari americani feriti nella guerra con l’Iran
Sarebbero oltre 750 i militari americani rimasti feriti dall'inizio della guerra contro l'Iran. Lo scrive la Cnn citando il database del Dipartimento della Difesa sulle vittime di guerra. Secondo quanto riportato mercoledì il Pentagono ha aggiornato il database, registrando oltre 50 soldati feriti in più. Sommando i dati del Defense Casualty Analysis System relativi alle 'Operazioni all'estero' con quelli dell'Operazione Epic Fury, si arriva a un totale di 18 militari deceduti e 757 feriti dall'inizio della guerra statunitense contro l'Iran, il 28 febbraio.
Gran Bretagna convoca l’inviato israeliano per progetto di insediamento in Cisgiordania
La Gran Bretagna ha annunciato mercoledì di "aver convocato l'incaricato d'affari israeliano e di aver chiesto l'interruzione di un importante progetto di insediamento in Cisgiordania". Secondo l'Afp, questo avviene dopo che le autorità israeliane hanno aperto la gara d'appalto per oltre 1.200 abitazioni nella zona. Il progetto E1, approvato da Israele lo scorso anno, ha suscitato la condanna internazionale, con il Segretario generale delle Nazioni Unite che all'epoca dichiarò che rappresentava una "minaccia esistenziale" per uno Stato palestinese contiguo. Il progetto separerebbe ulteriormente Gerusalemme Est, occupata e annessa da Israele e abitata prevalentemente da palestinesi, dalla Cisgiordania. Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha definito la mossa "un atto inaccettabile e distruttivo" e ha affermato che "metterebbe in pericolo la fattibilità di una soluzione a due Stati".
Trump: “Tutti i nostri alleati si schierino per sconfiggere l’Iran”
“Contrabbando di petrolio, trasferimenti di denaro, uffici di cambio, registri navali, società di facciata: tutto questo deve cessare ora", sottolinea ancora Trump. "Sapete bene chi siete. Sarà un 'D-Day economico' e abbiamo bisogno che tutti i nostri alleati si schierino al fianco degli Stati Uniti per isolare e sconfiggere la minaccia rappresentata dall'Iran - insiste il presidente americano - Questi fanatici sono alle corde; queste misure storiche li metteranno in ginocchio, paralizzando la loro capacità di diffondere il terrore nel mondo. l'Iran non avrà mai un'arma nucleare”.
Trump annuncia: “Da oggi guerra economica devastante contro l’Iran e chi lo aiuta”
"Nessuno ha offerto alla Repubblica Islamica dell'Iran un'opportunità migliore della mia per raggiungere un accordo. Tragicamente per loro, non l'hanno colta. Pertanto, oggi annuncio l'operazione economica più devastante mai intrapresa contro un Paese! Si tratterà di una guerra economica e di un isolamento senza precedenti". Lo annuncia Donald Trump su Truth, avvertendo inoltre che "qualsiasi Paese consenta alle proprie istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o enti governativi di offrire all'Iran un'ancora di salvezza dovrà affrontare a sua volta conseguenze economiche tremende"
Fertitta: “La situazione a Hormuz presto si risolverà”
L'ambasciatore americano Tilman J. Fertitta, ha detto "penso che tutti sappiamo che la situazione si risolverà", in riferimento allo Stretto di Hormuz. Certo, la situazione è molto complicata", ha proseguito il diplomatico, spiegando che "il presidente voleva sbarazzarsi di un regime orribile che non permette alle persone di protestare. Rispetto Donald Trump e apprezzo la sua leadership nell'aver detto che dobbiamo sbarazzarci di questo regime, e lo sostengo al 100%".
Trump: “Lo Stretto di Hormuz è aperto”
Il presidente Usa, Donald Trump, ha ribadito che lo Stretto di Hormuz "è aperto". "Stanno passando molte imbarcazioni. A un certo punto il traffico potrebbe rallentare un pò. Ma in questo momento stanno passando molte navi", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti.
Trump: “Abbiamo dure sanzioni da imporre all’Iran”
"Abbiamo sanzioni davvero draconiane" che potremmo imporre all'Iran. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, rispondendo alla stampa dalla Casa Bianca.
"Vedremo cosa accade", ha aggiunto.
Axios, Usa conducono operazione segreta per trasporto petrolio attraverso Hormuz
Le forze armate Usa hanno creato segretamente un corridoio di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz per il trasporto di milioni di barili di petrolio al giorno. Lo hanno riferito a Axios due funzionari statunitensi. Nell'ambito dell'operazione, in corso da diverse settimane, tra le 15 e le 20 petroliere sono entrate e uscite dallo stretto attraverso un canale meridionale lungo la costa dell'Oman. Grazie al corridoio, hanno affermato i funzionari Usa, circa 10 milioni di barili di petrolio al giorno e all'incirca la metà del volume pre-conflitto ù vengono trasportati fuori dallo stretto e immessi nel mercato energetico globale, mitigando uno degli aspetti più critici del conflitto, ovvero l'interruzione delle forniture di petrolio che aveva causato un'impennata dei prezzi del greggio. L'iniziativa, riferisce Axios, va oltre la semplice scorta alle petroliere cariche in uscita. Le forze Usa assistono le petroliere vuote nell'ingresso nel Golfo dal Mar Arabico attraverso lo stretto, nel carico di petrolio dai Paesi della regione e nella successiva uscita.