EPSTEIN files

Il 10 agosto 2019 Jeffrey Epstein viene trovato morto nella sua cella, era accusato di violenze e traffico di minori. Il 30 gennaio 2026 il dipartimento di Giustizia Usa pubblica tre milioni di documenti sulla sua rete di potere. Parte l'inchiesta che sconvolgerà il mondo. Nel nostro motore di ricerca 200 nomi e centinaia di documenti consultabili per ricostruire la galassia occulta del finanziere pedofilo Il 30 gennaio 2026 vengono resi pubblici tre milioni di documenti sulla rete di potere di Jeffrey Epstein. Nel nostro motore di ricerca 200 nomi e centinaia di documenti consultabili per ricostruire la galassia occulta del finanziere pedofilo morto suicida di Anna Lombardi e Chiara Nardinocchi,
con la collaborazione di Serena Console e Niccolò Locatelli.
A cura del Visual Lab

Incontriamoci a lezione alle 9,30..

Ti prometto abbondante “carne” giovane

Per favore mandami qualche foto della tua isola – sia dell’isola che della casa.
Includi anche una foto di due ragazze sexy (preferibilmente nude o semi nude) nell’isola ;)”

Trump ha poi detto qualcosa del tipo: “Lasciate che vi insegni come si comportano le brave bambine”.

Trump si è slacciato i pantaloni e le ha spinto la testa verso il suo pene. Lei lo ha morso. Trump l’ha colpita e ha detto più o meno “levatemi di torno questa put***ella”

di Anna Lombardi

"Puoi spostare l’orario del massaggio di domani? Non vorrei perdere un altro giorno di scuola". C’è anche l’appello di Jennifer Araoz, finita nella rete di Jeffrey Epstein quando aveva solo 14 anni, nel mare magnum dei file messi online alla rinfusa dal Dipartimento di Giustizia americano lo scorso gennaio: il suo nome omesso solo in un secondo momento, dopo la formale protesta insieme ad altre vittime la cui identità era stata data in pasto ai curiosi, mentre quella dei loro sfruttatori era stata oscurata.

Perché questi sono gli Epstein Files: un calderone di mail private e carte giudiziarie, che hanno svelato (in parte) la spudorata rete del finanziere pedofilo che intrecciava sesso e potere, mettendo in relazione politici, economisti, scrittori, artisti, guru di Silicon Valley e scienziati, progressisti e conservatori, democratici e repubblicani, gretti e visionari.

Oppure cerca per categoria

Tutti pronti a baciare la pantofola dell’affarista suicidatosi in carcere nel 2019, che aveva creato un personalissimo network fornendo ragazze e sedendo allo stesso tavolo uomini eccellenti appartenenti a categorie che di solito non s’incontrano mai. Non tutti sfruttatori di minorenni, per carità: ma certo colpevoli di aver ignorato le voci prima - dei “gusti” di Epstein sapevano tutti, Donald Trump in testa, che lo disse al New York Magazine nel 2002: “Jeff è un tipo divertente, ci piacciono le belle donne anche se lui le preferisce molto giovani”.  E le evidenze, poi: perché dal 2008 Epstein è un pedofilo reo confesso che in Florida ha patteggiato la pena.

Nato nel 1953 a Brooklyn, in una famiglia ebraica modesta (papà giardiniere, mamma bidella) cresce a Coney Island, estrema periferia newyorchese affacciata sull’Oceano. Affamato di soldi e potere, inganna tutti fin dagli esordi. Il suo treno passa nel 1976. Ha 23 anni e, pur senza essere laureato, insegna matematica alla Dalton, prestigiosa scuola privata di Manhattan. È il papà di uno dei suoi studenti, convinto che sia un genio della matematica, a presentarlo ad Ace Greenberg, dirigente di Bear Stearns. Questo è subito conquistato dal giovane povero, aggressivo e ambizioso: gli offre un posto da 25mila dollari l’anno, gettandogli fra le braccia pure la figlia ventenne, Lynne. E pazienza se l’ufficio del personale scopre presto che le due lauree vantate dal protegé sono inventate. Quando questo ammette: "Non avrei avuto chance dicendo la verità", lo perdona.

La prima vera truffa avviene nel 1982: quando estorce a Michael Stroll, ceo di un’azienda di videogiochi, 450mila dollari promettendogli un investimento su petrolio greggio. L’imprenditore non li avrà mai più indietro. La faccenda finisce in tribunale ma Epstein se la cava e continua a imbrogliare, attirando investitori senza restituire i soldi. Nel 1990, durante un viaggio in Florida, incontra Les Wexner, ceo di Victoria’s Secret: ottiene carta bianca sulla sua intera fortuna personale e sulle sue modelle. Da allora, Jeffrey sfrutta per i suoi turpi scopi il celebre marchio, abbordando ragazzine presentandosi appunto come “talent scout di Victoria’s”.

Il cerchio magico

Jeffrey Epstein e i suoi sodali 

Jeffrey Epstein
Jeffrey Epstein
Ghislaine Maxwell
Ghislaine Maxwell Socialite e figlia dell'editore Robert Maxwell
Lesley Groff
Lesley Groff L'assistente personale
Rich Kahn
Rich Kahn Il contabile
Karyna Shuliak
Karyna Shuliak L'ultima fidanzata
Larry Visoski
Larry Visoski Il pilota
Jean-Luc Brunel
Jean-Luc Brunel L'agente di modelle
Mark L. Epstein
Mark L. Epstein Il fratello
Martin Weinberg
Martin
Weinberg
L'avvocato penalista
Darren Indyke
Darren
Indyke
L'avvocato, esecutore testamentario
Jojo Fontanilla
Jojo
Fontanilla
L'autista
Alfredo Rodriguez
Alfredo
Rodriguez
Il "maggiordomo" della villa di Palm Beach
Alan Dershowitz
Alan
Dershowitz
Il legale amico
Bella Klein
Bella
Klein
Ex contabile di Epstein
Ann Rodriguez
Ann
Rodriguez
Amministratrice della tenuta di Little St. James

Il resto è storia: quella che si può ricostruire dai file. Dove una parola ricorre costantemente: “massaggio”. Termine che indica, in realtà, sessioni di sesso in cui bambine di 13, 14, 15 anni si presentano in négligé. Sono le ragazzine che l’ex fidanzata, l’ereditiera britannica Ghislaine Maxwell – a oggi l’unica in carcere - reclutava per lui preferendo le più sbandate e fragili. "Si cominciava massaggiandogli i piedi mentre lui ci palpava e si masturbava", racconta Araoz. Le liquidava poi con la solita cifra: 200 dollari, pagati dal maggiordomo Alfredo Rodriguez che negli anni Duemila ricopriva quel ruolo nella villa di Palm Beach: "Ero un bancomat vivente" dice in una delle testimonianze giurate. "Avevo sempre duemila dollari in contanti per pagare quel tipo di spese. Ne vedevo passare tante, così piccine da chiedere al massimo un bicchiere di latte".

I racconti più forti sono però sempre stati quelli di Virginia Giuffre, la prima a denunciare, e poi è morta suicida (anche lei) nel 2025. Aveva incontrato Ghislaine Maxwell nel 2000, aveva 16 anni e faceva la massaggiatrice nel resort di Mar-a-Lago dove lavorava suo padre: "Lui e Ghislaine vivevano per il sesso. Tutto girava intorno a quello". Un’ossessione cui Jeffrey dava perfino una base scientifica, sognando un futuro transumano, in cui, grazie all’ingegneria genetica, avrebbe inondato del suo seme decine di ragazze - messicane, se possibile  - in esperimenti da tenere nel suo ranch in New Mexico. Raccontando anche come lei e le altre ragazze venissero continuamente “prestate”. “Merce” di un intero sistema di relazioni. Come conferma in un’altra deposizione da John Alessi, tuttofare nella casa newyorkese di Epstein: "Le ragazze erano una leccornia per gli ospiti. Venivano offerte a tutti, non mancavano mai".

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E pensare che la prima denuncia contro il finanziere fu presentata a New York nell’agosto 1996 da Maria Farmer, che contattò l’Fbi per raccontare abusi subiti e visti. Non solo nessuno le credette. Ma fu screditata, isolata, messa a tacere. Ci sono voluti trent’anni affinché le nefandezze di Epstein diventassero lo scandalo globale che è ora. Venti da quando fu processato per la prima volta - era il 2008 - in Florida, dove gli investigatori raccolsero decine di denunce da parte di minori che avevano subito abusi sessuali nella villa di Palm Beach. D’altronde, solo nel 2019 - un anno dopo quel terremoto conosciuto come movimento #MeToo, che cambiò la sensibilità verso certi reati in America - venne arrestato in quella New York dove dominava i salotti.

Per scuotere le coscienze globali e far comprendere il complicato intreccio di sesso e potere che Epstein gestiva, ci sono però voluti i 3,5 milioni di documenti messi online a gennaio insieme a 2mila video e 180mila fotografie. Sono stati proprio quelli a dare il colpo di grazia alla reputazione del principe Andrea d’Inghilterra, che ad Epstein passò pure informazioni economiche riservate del governo britannico. Costringendo il politico laburista inglese Peter Mandelson a dimettersi dal suo seggio alla Camera dei Lord. E terremotando perfino la Norvegia, dov’è andata in frantumi la reputazione della principessa Mette-Marit, dell’ex premier (già presidente del comitato del Nobel) Thorbjørn Jagland, dei diplomatici Mona Juul e Terje Rød-Larsen che facilitarono gli storici accordi di Oslo. Una rete globale con ramificazioni ovunque: dalla Russia a Israele, dall’Italia alle monarchie del Golfo. Con tanti nomi di spicco: come quello dell'ex ministro della cultura francese Jack Lang, costretto dallo scandalo a dimettersi dalla carica di direttore dell'Istituto del Mondo Arabo di Parigi, fino al linguista e intellettuale di sinistra Noam Chomsky. Alcuni Paesi (Germania, Irlanda, Lituania, Lettonia e Turchia) hanno avviato indagini penali. Una valanga che ha spinto il gruppo di esperti indipendenti, nominato dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, a definire l'attività di Epstein "impresa criminale globale che, per il carattere sistematico e la portata transnazionale delle atrocità contro le donne, potrebbe raggiungere la soglia legale dei crimini contro l'umanità".

Nel frattempo, lo scandalo continua a pesare sulla presidenza di Donald Trump. Il cui nome appare oltre 38mila volte nei file, senza che, per ora, sia emerso nulla di compromettente (perché, dicono i suoi nemici, molti file su di lui non sono stati diffusi). Ma intanto, il presidente degli Stati Uniti, sempre più frustrato dalla gestione del caso, ha licenziato pure la sua Attorney General, Pam Bondi, sostituendola con un altro suo fedelissimo, l’avvocato Todd Blanche, che qualche tempo fa raccolse pure la deposizione di Ghislaine Maxwell. Temendo le rivelazioni dell’ex modella brasiliana Amanda Ungaro, furiosa col suo ex Paolo Zampolli, vicinissimo a Trump che l’ha fatta deportare, la First Lady Melania ha provato a giocare d’anticipo: e in una conferenza stampa inattesa ha affermato di "non essere mai stata una vittima di Epstein". Aggiungendo che "le menzogne che mi collegano a quel disonorevole individuo devono finire oggi stesso". Per poi affermare di non aver «mai avuto relazioni con Epstein o Maxwell", "non essere stata presentata a suo marito da Epstein" e di "non aver saputo dei suoi crimini" fino a tempi recenti. Affermazioni che hanno avuto un effetto boomerang: in tanti hanno ravanato la rete tirando fuori vecchie foto che la ritraggono in compagnia di quell’uomo.

CHI ACCUSA LA RETE DI EPSTEIN

Le voci delle vittime che
hanno chiesto giustizia 

di Chiara Nardinocchi

Era il 1996 e due sorelle, una ancora minorenne, decisero di denunciare gli abusi subiti da un milionario che assieme alla compagna del tempo dominava i salotti newyorkersi. Per la prima volta il nome di Jeffrey Epstein veniva fatto alle autorità e per la prima volta, ma non l’ultima, chi poteva agire e fermare la violenza decise di guardare altrove e non fare nulla. Nei 33 anni successivi, decine di voci si sono alzate per denunciare ciò che accadeva nelle dimore faraoniche del pedofilo. Un fiume che non si è fermato dopo la sua morte avvenuta il 10 agosto 2019 in carcere, ma che continua ad essere ostacolato dall’indifferenza e dagli interessi.  

Tra loro storie di rinascita, ma anche di dolore. Come quello vissuto dalla principale accusatrice del Principe Andrea, Virginia Roberts Giuffré. La “farfalla blu” diventata suo malgrado simbolo di tutte le giovani abusate, morta ad aprile 2025.

Virginia Roberts Giuffre
Maria Farmer
Annie Farmer
Sarah Ransome
Courtney Wild
Johanna Sjoberg
Michelle Licata
Haley Robson

Ha denunciato gli abusi subiti da Epstein, Maxwell, Principe Andrea quando aveva 17 anni

Aspiro a un mondo in cui i predatori vengano puniti, non protetti; le vittime trattate con compassione, non umiliate; e le persone potenti subiscano le stesse conseguenze di chiunque altro. Non viviamo ancora in questo mondo

-Virginia Roberts Giuffre

Artista, nel 1996, assieme alla sorella Annie, è stata la prima a denunciare gli abusi di Epstein all’Fbi

Era tutto videoregistrato, in ogni momento. Una volta ho chiesto a Epstein: 'Cosa te ne fai di queste registrazioni?' E lui ha risposto: 'Le conservo. Tengo tutto nella mia cassaforte'

-Maria Farmer

Psicologa, sorella minore di Maria Farmer, è stata abusata da Epstein e Maxwell quando era minorenne

In quel ranch in New Mexico, fu Ghislaine a istruirmi su come massaggiare Jeffrey e per farlo mi fece spogliare e mi iniziò a toccare. Penso che la gente non capisca che lei non solo trovava le ragazze per Epstein, ma era anche direttamente coinvolta negli abusi

-Annie Farmer

Dopo un'infanzia segnata dagli abusi, a 22 anni è stata violentata da Epstein per 9 mesi

L'isola era una gabbia dorata. Ho cercato di scappare gettandomi nelle acque piene di squali perché preferivo morire divorata piuttosto che restare un altro giorno prigioniera in quel posto infernale

-Sarah Ransome

A 14 anni viene adescata da un'amica e per anni abusata sessualmente da Epstein

Mi disse che le voleva il più giovani possibile. Voleva quante più ragazze riuscissi a procurargli. Non erano mai abbastanza. Approfittava delle ragazze in difficoltà, che avevano famiglie difficili

-Courtney Wild

Ex assistente di Epstein, ha denunciato gli abusi subiti dal milionario e dall’ex principe Andrea

Decisero di farsi una foto con un pupazzo con le sembianze del principe, in cui Virginia e Andrew erano seduti su un divano. Misero il pupazzo in grembo a Virginia, e io mi sedetti in grembo ad Andrew, poi misero la mano del pupazzo sul seno di Virginia, e Andrew mise la sua mano sul mio seno, e si fecero una foto

-Johanna Sjoberg

Barman e madre, è stata abusata da Epstein a 16 anni nella sua villa di Palm Beach

Quello che mi è successo è accaduto molti anni fa, ma continua a influenzare la mia vita. Mi dissero allora che Epstein sarebbe stato chiamato a rispondere delle sue azioni, ma non è successo. Anzi, il governo ha stretto un accordo segreto senza dirmelo

-Michelle Licata

Attivista, è stata abusata da Epstein quando aveva 16 anni

Trump ci ha tradite. Continuava a ripetere: ‘Saremo trasparenti. Vogliamo risposte’. Non è possibile che non sapesse di essere citato. Epstein era praticamente il suo migliore amico

-Haley Robson

Ad oggi a finire in carcere per reati legati allo sfruttamento della prostituzione sono stati solo Jeffrey Epstein, Jean Luc Brunel e Ghislaine Maxwell. I primi due sono morti, la terza deve scontare 20 anni. E poi? Nessuna indagine, nessuna condanna ha toccato “la rete” denunciata dalle donne, al tempo giovani adolescenti. Al contrario molti sono stati i “processi” mediatici e non che hanno dovuto subire le sopravvissute. E non è ancora finita. Nei giorni scorsi la First Lady Melania Trump le ha chiamate di nuovo in causa affermando che dovrebbero testimoniare di nuovo davanti al Congresso. Unita la reazione di tutte loro: noi la nostra parte l’abbiamo fatta, adesso tocca a voi.  

Gli amici e il potere negli

"italian FILES"

di Chiara Nardinocchi

L’Italia della moda, delle ville, del cinema. L’Italia come laboratorio politico di un movimento globale che avrebbe dato potere all'élite ricca del mondo. E poi i nomi di chi portava in dono a Jeffrey Epstein donne, serate, compagnie petrolifere e possibilità di business.
Terra di conquista e Paese di Bengodi, nei documenti rilasciati dal dipartimento di giustizia statunitense ci sono nomi di nobili, imprenditori, di giovani donne trattate come sfondo di serate o materiale da valutare.
Mentre la geografia è quella di un qualsiasi turista milionario alla ricerca del lusso: dalla costiera Amalfitana, alle ville toscane, dal Billionaire in Sardegna ai laghi dei ricchi, Como su tutti, dove agenti immobiliari proponevano affari a sette zeri e un copione ripetuto anche a Venezia, dove l’affare prevedeva l’acquisto del palazzo Papadopoli per soli “40 milioni” di euro. L’unico “fuori pista” riguarda un piccolo paese umbro, Umbertide, dove Mark Epstein, ha una casa di proprietà dalla quale scrive al fratello. 

Dai luoghi alle persone. Quasi mille sono invece le mail di uno dei nomi più discussi all’interno dei documenti rilasciati dal ministero della giustizia statunitense, quello di Eduardo Teodorani, figlio di Maria Sole Agnelli, ex top manager di Exor, Fiat e Ferrari e amico intimo di Epstein. Nel 2010, due anni dopo esser stato riconosciuto colpevole per aver indotto alla prostituzione delle ragazze minorenni, Epstein scriveva a Lord Peter Mandelson di essere nel suo Zorro Ranch assieme a Teodorani e ad Annabelle Neilson, modella molto amica di Kate Moss che qualche anno dopo avrebbe sposato Nathaniel Rothschild. Anche in questo caso mail e messaggi contengono più che altro tentativi di incontrarsi tra New York, Parigi e l’Italia, scambi di contatti e le donne. Il rapporto tra i due è confidenziale. 

Il nipote di Agnelli chiama Epstein “Master”, maestro, il pedofilo americano chiede informazioni sulla gravidanza della compagna di Teodorani e la risposta arriva netta: “No, e ho scoperto che quella storia era una truffa e lui non è mio figlio, quindi buone notizie. Domani pranzo con il mio amico Mark Getty [il fondatore di Getty Image], pieno di f**a”. Teodorani organizza visite alla Ferrari per un amico del milionario americano, ci sono informazioni su Exor che Epstein fa valutare ad un membro della famiglia qatariota e nel 2013, Epstein scrive all'emiratino Sultan Ahmed bin Sulayem, oggi dimessosi da Dp World travolto dallo scandalo, che “Eduardo è uno di noi”. Ma il passaggio più contestato è quello relativo a uno scambio avvenuto nel 2017 quando, in occasione di un viaggio in Italia, Epstein scrive a Teodorani: “Mi devi un bambini”, usando nel testo la parola italiana storpiata, termine che si ritrova in un'altra comunicazione nel 2019 in cui l’italiano scrive “Master, noi aspettiamo la bambina con le belle caviglie e un'altra buona amica a tua scelta!!! Stanotte il Peninsula (locale di lusso di New York) sarà il nostro quartier generale”.

Ma negli anni i contatti scambiati tra i due sono molteplici. Uno di questi è quello del Principe Fabio Borghese, figlio del principe Alessandro Borghese e di Fabrizia Citterio, il primo discendente di Papa Paolo V e la seconda erede della famiglia nobiliare di Conti italiani.

Sposato dal 2024 con Angelica Donati, figlia di Milly Carlucci, Borghese viene presentato dallo stesso Teodorani come “Pussy collector”, ovvero collezionista di donne a volerla dire in modo più edulcorato. Non ci sono scambi diretti tra il nobile e il pedofilo americano, ma almeno in un'occasione, il 25 e 26 aprile 2019 ossia tre mesi prima dell’arresto del milionario statunitense, il principe Borghese ha usufruito del suo autista e della sua auto mentre si trovava a New York.

E il 28 aprile Teodorani scrive a Epstein: “Sono qui con il Principe Borghese, appena tornato da Ny. Grazie per l’autista. Sta organizzando una festa divertente in una casa con ragazze stile “spie russe” dal 30 al 2 in Toscana. Il suo castello è chiamato villa Medicea vicino a Firenze” e poi allegano la foto dell’ultima conquista a cui Epstein risponde con un compiaciuto “ben fatto”. Ma tra i nomi fatti da Teodorani c’è anche quello di una giovane attrice che il 28 giugno 2018 dice di voler presentare a Epstein: Pilar Fogliati. Un nome che, assieme a quello di tante altre donne, è entrato negli Epstein Files loro malgrado.

C’è chi poi si è avvicinato a Epstein per fare affari e che, nonostante le battute, le spacconate e le esche non ha ceduto al richiamo del machismo più torbido. È il caso di due imprenditori: Gianni Serazzi e Ugo Brachetti Peretti.
Del primo ci sono 591 scambi in cui perlopiù cerca di creare una nuova agenzia di modelle, anzi la più grande agenzia di modelle del mondo. L'obiettivo principale riguardava l'acquisizione di asset legati a agenzie di moda preesistenti o, in alternativa, la fondazione di una nuova entità societaria. Ma nel tempo tra i due il rapporto diventa confidenziale. Serazzi vede Epstein in tre occasioni, si scambiano consigli sulla vita personale, su delle cure da intraprendere e anche riflessioni più "filosofiche".  

Nel 2016 Serazzi, in seguito a un raggiro di tipo amministrativo, rompe con Jean Luc Brunel, partner di affari decennale di Epstein che come lui morirà suicida in carcere con un'accusa di sfruttamento della prostituzione anche di minori. Ma rimane in contatto con Epstein fino a giugno 2019, qualche settimana prima del suo arresto. 

Di Ugo Brachetti Peretti, presidente dell’Api (Italiana petroli),ci sono un centinaio di documenti. Il cuore della corrispondenza è la proposta di vendita di parte dell’azienda di cui Epstein si interessa tanto da cercare compratori sia tra le sue conoscenze del Golfo sia sulla sponda cinese. In uno scambio il pedofilo americano contesta a Brachetti di aver sopravvalutato il valore della sua azienda.

Ma come sempre nella rete di Epstein, anche in questo caso c’è il tentativo di "agganciare" l’imprenditore. Nel suo caso è chiedendogli informazioni su una modella per la quale Epstein mostra una forte seppure temporanea infatuazione. Si tratta dell’attrice Chiara Baschetti, notata mentre gira uno spot di fronte al palazzo newyorkese di Epstein che chiede sue informazioni giocando anche la carta di una cena con il suo “amico Woody Allen”, tutte avenches rimandate al mittente. Ma c’è anche un legame che collega Epstein al presidente dell’Api. Il fratello Ferdinando, infatti, è sposato con l'imprenditrice tedesca e fondatrice della società di investimenti NJF Holding Nicole Junkermann, della quale nei files è presente con 3590 documenti e ha con Epstein un rapporto confidenziale tanto da chiamarlo “baby” e godere della sua rete di contatti, tra cui Bill Gates e Leon Black.

Sono invece 115 i documenti relativi ad un altro nome dell’imprenditoria italiana, quello di Giuseppe Cipriani, nipote ed omonimo del fondatore della catena degli Harry’s bar ed ex compagno di lunga data di Nicole Minetti, salita alla ribalta della cronaca e condannata per il “caso Ruby” e nei giorni scorsi graziata da Presidente della Repubblica Mattarella. Con lui i contatti sono circostanziati da luglio a ottobre 2010 e riguardano principalmente l’acquisizione di un contratto di locazione di un locale londinese e di un prestito richiesto a Epstein che porterà a delle complicazioni da un punto di vista legale di cui non è dato sapere la conclusione.

Ci sono delle mail che esulano dal contesto degli affari. Una del 13 settembre 2010 che testimonia come il rapporto tra i due fosse non solo legato al "business". In questa Epstein scrive: “Giuseppe, grazie per la tua ospitalità ieri sera..è stato fantastico vedere la tua casa e, cosa più importante, i tuoi figli. Ho sorriso per tutto il tragitto di ritorno a casa. Potrebbero essere usati per dimostrare l'eredità dei tratti”. E poi ce n'è un'altra del 12 giugno 2010 in cui Epstein scrive a Sarah Ferguson, sua amica: "Ho incontrato Cipriani ieri, è un grande amico di tutti noi”.

Ma l’interesse per l’Italia non riguarda solo gli affari, le proprietà e le donne da scambiare, commentare e sfruttare potendo contare su un flusso costante di denaro. C’è un momento, e forse è il più inquietante, in cui il paese diventa un vero e proprio laboratorio politico per le mire di alcuni fedelissimi e dello stesso milionario pedofilo. Alle elezioni del 2018 la Lega di Matteo Salvini con il 17,3% dei voti è il primo partito della coalizione di centrodestra. Un risultato che non passa inosservato agli occhi di chi, come l’ex stratega di Donald Trump, Steve Bannon ha intenzione di creare un movimento che unisca le destre europee e statunitensi.

Epstein è costantemente aggiornato sulle mosse di Bannon in Europa e in Italia. Il primo lo informa sugli incontri che avrà con Salvini e poi con Beppe Grillo, il secondo gli consiglia di essere molto presente in quell’Europa che deve essere trattata “come una moglie, non un’amante”. Quando Salvini approda nel gruppo europeo fondato da Bannon, Epstein esulta e lo incoraggia quando lo stratega dice che sarà impegnato a raccogliere fondi per Le Pen e Salvini stesso.  

Nel 2018 Bannon tiene un discorso pubblico a Roma in cui si schiera con il "popolo italiano" contro il "partito di Davos" e i mercati finanziari, accusati di usare lo spread come arma. Subito dopo, però, racconta l'esito del discorso direttamente a Epstein, che lo elogia e si offre di esaminare i piani economici della nascente coalizione di governo. Rientrata la crisi, Epstein sembra intenzionato ad allargare la platea dei politici italiani di riferimento e vuole coinvolgere la stessa Junkermann.  

Arriviamo all’estate calda del 2019, l’immagine di Salvini alla consolle del Papeete con un mojito in mano e poi la sua richiesta di “pieni poteri” segnano l’inizio della crisi di governo che travolgerà tra gli altri il consenso verso il leader della Lega. Ma di questo Epstein non saprà nulla, perché il pedofilo statunitense, da settimane in galera, verrà trovato impiccato nella sua cella il 10 agosto. 



Le parole in codice

Massage

→ presente circa 3529 volte nei file.

Ritenuto dagli inquirenti un codice con il quale Epstein e la sua rete chiamavano gli incontri sessuali con le giovani ragazze impiegate anche per massaggi erotici

Cream cheese

“Cream Cheese” → presente circa 222 volte nei file.

“cheese” → presente circa 946 volte.

Una mail in particolare ha alimentato le teorie complottiste in cui Epstein e i suoi sodali si riferiscano ai minori usando il termine "formaggio spalmabile" 

I luoghi della violenza

Ville, isole e ranch: tutte le proprietà del finanziere

358 El Brillo Way, Palm Beach, Florida

Palm Beach

Situata su El Brillo Way, questa villa si affacciava direttamente sull'Intracoastal Waterway. È in questa villa che per la prima volta vengono denunciati “giri strani di ragazze molto giovani” che porteranno al primo processo contro Epstein. Lo stile della proprietà è quello coloniale della Florida, con pareti intonacate di rosa, tetti in tegole d'argilla e grandi loggiati.

Al suo posto è stata costruita una villa moderna dal design pulito e minimalista, costruita con l'intento dichiarato di eliminare ogni traccia fisica della presenza di Epstein nel quartiere.

East 71st Street, Manhattan

New York

La proprietà si trova al numero 9 di East 71st Street, una delle dimore private più grandi di New York. È un imponente edificio neoclassico di sette piani che domina L’Upper East Side. Si componeva di 40 stanze (di cui 10 camere da letto e 15 bagni) con un arredamento a dir poco eccentrico con tanto di corridoio piastrellato di finti bulbi oculari e un barboncino imbalsamato.

Nel 2021 viene acquistata per circa 51 milioni di dollari. Il nuovo proprietario ha avviato una ristrutturazione radicale per cancellare l'eredità di Epstein e trasformare l'edificio in una residenza familiare di lusso, ripulendola dagli arredi originali.

Little St. James

Isola Little St. James

L'isola misura 28,3 ettari e fa parte delle Isole Vergini americane, nel mar dei Caraibi. Qui Epstein ospitava potenti, persone famose e intellettuali per festini in cui avvenivano gli abusi denunciati dalle giovani vittime. Oltre alla struttura principale, sull’isola erano presenti strutture insolite come un "tempio" a strisce blu e oro con una cupola dorata e diverse cabine per gli ospiti.

Il suo progetto è trasformare le isole in un resort di lusso di livello mondiale. Gran parte delle strutture più controverse, come il tempio, saranno rimosse o riconvertite per rendere l’isola una destinazione turistica d'élite.

340 Rancho San Rafael

Zorro Ranch

In New Mexico si estende per circa 3.000 ettari a Stanley. La residenza principale, una struttura di oltre 2.500 metri quadrati domina il deserto ed è stata costruita in uno stile "Santa Fe" rivisitato. La tenuta include una pista d'atterraggio privata, un hangar e una serie di edifici secondari che formano una sorta di villaggio privato. Gli interni sono in legno e pietra.

Nel 2026 la proprietà è di nuovo al centro di un’indagine giudiziaria collegata ai traffici di Epstein.

22 Av. Foch, Parigi

Parigi

L'appartamento di 700 metri quadrati si trova in uno degli edifici più eleganti di Avenue Foch, a pochi passi dall'Arco di Trionfo. La residenza include diverse suite padronali, una sala massaggi e una cucina professionale.

Nel 2022 è stato acquistato da un magnate della tecnologia bulgaro per una cifra vicina ai 10 milioni di euro. Attualmente la struttura è in ristrutturazione per essere frazionate e modernizzata. 

La timeline del caso

1953
1953

Nasce Jeffrey Edward Epstein a Brooklyn, New York, da una famiglia ebrea. Il padre è giardiniere, la madre è collaboratrice scolastica.
Ha un fratello minore, Mark.

1974
1974

Epstein inizia a insegnare matematica alla Dalton School, scuola privata di Manhattan dopo aver falsificato il suo curriculum dicendo di essere laureato

1976-
1981
1976-<br>1981

Viene licenziato dalla scuola ed entra alla Bear Stearns come assistente, ma fa velocemente carriera e ne diventa socio.

Viene licenziato per aver violato la politica interna dell’azienda.

1981
1981

Fonda la sua società di consulenza Intercontinental Assets Group Inc.

Sfruttando il portfolio di contatti messo insieme negli anni della Bear

1987/
1988
1987/<br>1988

Steven Hoffenberg assume Epstein alla Tower Financial Corporation come consulente finanziario.

Insieme costruiscono una frode da mezzo miliardo di dollari basandosi sullo schema Ponzi. Epstein se ne va poco prima del fallimento.

Hoffenberg finirà in carcere

1988/
2007
1988/<br>2007

Fonda la società di gestione finanziaria J. Epstein& company.

Il suo principale cliente è Leslie Wexner che gli dà in gestione il suo intero patrimonio.
Grazie a Wexner, Epstein guadagna all’incirca 200milioni di dollari

1991
1991

Conosce Ghislaine Maxwell, figlia del tycoon inglese Robert morto in circostanze misteriose 

1996
1996

Maria e Annie Farmer denunciano all’Fbi le molestie subite da Epstein, ma le autorità non indagano.

Epstein per motivi fiscali cambia il nome della sua azienda in Financial Trust Company e stabilisce la sede nelle Isole Vergini Americane.

2005
2005

La polizia di Palm Beach avvia un’indagine per abusi sessuali su minori.

Vengono identificate almeno 36 vittime minorenni che dichiarano di esser state abusate da Epstein

2008
2008

Epstein firma un accordo segreto con il procuratore federale Alexander Acosta di Nolle prosequi in cui lui accetta una pena di 18 mesi di reclusione, poi ridotta a 13 con permessi di uscita giornalieri, ed intasca l’impunità per lui e per le persone coinvolte in caso di future indagini e nessuna incriminazione federale

2009
2009

Viene rilasciato dal carcere

2011
2011

Sul Daily Mail esce l'intervista a Virginia Giuffre dove la donna afferma di esser stata abusata sessualmente da Epstein che l'avrebbe "scambiata" con altri uomini, tra i quali l'ex Principe Andrea a casa di Ghislaine Maxwell

2015/
2019
2015/<br>2019

Diverse vittime intentano delle cause civili contro Epstein e Ghislaine Maxwell.

Tra queste Virginia Giuffre, Sarah Ransome e Annie Farmer

2018
2018

L’inchiesta del Miami Herald “Perversion of Justice”
sul patteggiamento del 2008 riporta i riflettori sulla rete di soldi e violenza gestita da Epstein

6 luglio 2019
<span>6 luglio</span> 2019

Epstein viene arrestato con l’accusa di traffico sessuale di minori al Teterboro Airport dove era appena atterrato con il suo jet privato appena rientrato da Parigi

10 agosto 2019
<span>10 agosto</span> 2019

Viene trovato impiccato nella sua cella del Metropolitan correctional center di New York e la morte archiviata come suicidio

2020
2020

Viene arrestato Jean Luc Brunel, braccio destro di Epstein e accusato di stupro su minore.

Viene trovato impiccato nella sua cella a novembre 2022.

2022
2022

Dopo la morte di Epstein, Maxwell diventa latitante per un anno.

Viene arrestata il 2 luglio del 2020 a Bradford, nel New Hampshire e nel 2022 condannata a 20 anni di carcere.

2025
2025

Viene approvato l’Epstein Files Transparency Act di pubblicare in un formato ricercabile e scaricabile" tutti i file relativi al procedimento penale contro il defunto pedofilo Jeffrey Epstein

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